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Togo – Una grande amicizia è un film del 2019, diretto da Ericson Core, che va in onda stasera su Rai 2. La trama racconta una storia vera, ambientata nella tundra dell’Alaska, durante l’inverno del 1925. Il film racconta la Corsa del siero, conosciuta anche come la Grande Corsa della Misericordia, durante la quale diversi cani da slitta hanno aiutato a trasportare siero di antitossina per salvare la città Nome da un’epidemia difterica. Secondo la storia vera, 20 squadre hanno preso parte alla missione, 19 delle quali hanno percorso 50 km ciascuna. Una, invece, 425. In onore della corsa, a Central Park, a New York, nel 1925 è stata creata la statua di Balto e nel 2011 il settimanale Time ha dichiarato Togo l’anime più eroico di sempre.
La trama del film si concentra su Leonard Seppala e il suo cane leader della sua slitta, Togo. Insieme affrontano questa avventura quando esplode la terribile epidemia, la cui cura è rappresentata solo da quel siero.
Togo – Una grande amicizia: riassunto trama completa
Il film inizia nel 1913 a Nome, dove il norvegese Leonhard Seppala e sua moglie Constance decidono di crescere un cucciolo di Husky siberiano. Quest’ultimo è nato nella loro muta di cani da slitta. Inizialmente, Seppala vorrebbe darlo via, in quanto nota che è debole e troppo piccolo. Ma è sua moglie a convincerlo a tenerlo. Col tempo, il cucciolo appare come un cane poco ubbidiente, che interrompe tutti gli addestramenti. Per questo, Leonhard cerca di darlo via più volte, senza riuscirci. Ed ecco che con sorpresa scopre che è in grado di superare gli altri cani con la sua energia e decide di chiamarlo Togo, in onore dell’ammiraglio Tōgō Heihachirō.
Insieme diventano famosi sul posto. Ma ecco che nel 1925 scoppia un’epidemia di difterite, che coinvolge soprattutto i più piccoli. A questo punto, il sindaco George Maynard annuncia di dover far arrivare sul posto, da Nenana, un siero. In quanto il luogo dista troppi chilometri dalla loro città e ci sono delle brutte condizioni meteorologiche, questo sembra impossibile. Le autorità, però, iniziano a pensare che Seppala e la sua muta di cani da slitta potrebbero farcela. Leonhard accetta la missione, facendo guidare il gruppo da Togo. Constance, invece, crede che a 12 anni il cane sia troppo debole per questo viaggio così impegnativo. Seppala, al contrario, crede in lui.
Come finisce Togo – Una grande amicizia: spiegazione finale
Seppala e Togo partono con la squadra, dimostrando coraggio e forza. Attraversano la tempesta e arrivano in un avamposto, dove il nome Atiqtalik fa notare che Togo è troppo stanco. Ma Seppala continua il viaggio e incontra Henry Ivanov, suo collega musher che ha il siero. Così possono ripartire subito per Nome. Grazie a Togo, il gruppo sopravvive al ghiaccio. Ma Atiqtalik rivela poi a Seppala che Togo sta morendo. Seppala riporta tutti all’avamposto di Joe Dexter per riposare, mentre affida il siero a Gunnar Kaasen, che torna a Nome. Un giornalista, a questo punto, crede che sia stato lui, con il suo Balto, a salvare Nome.
Ma ecco che al ritorno di Seppala, la città di Nome celebra Togo e il suo coraggio. Il cane sembra essere in fin di vita, mentre Leonhard continua ad addestrare gli altri senza di lui. Sebbene abbia subìto un piccolo infortunio, Togo si rifiuta di fermarsi e insegue Seppala, che è felice di rivederlo. Nei due anni successivi, il cane genera altri cuccioli. Ed ecco che nel finale del film, nel 1929, Togo muore e Seppala continua ad addestrare gli altri cani.
