Entrare nel mondo della maternità è un viaggio emotivo incredibile. Alle persone esterne, però, sembra quasi un dovere dispensare consigli non richiesti o commenti decisamente fuori luogo. Chiedere a una mamma cosa l’abbia infastidita durante la gestazione è come aprire il vaso di Pandora: ne usciranno aneddoti tra l’assurdo e l’irritante. Se non vuoi rischiare di ricevere un’occhiataccia (o peggio), vediamo insieme cosa non dire mai a una donna incinta, basata sulle testimonianze reali delle mamme.
I commenti sulla “taglia” della pancia
Questo è il peccato originale. Sembra che, appena una donna rimane incinta, il suo corpo diventi di proprietà pubblica.
“Ma sei sicura che non siano due?”. Questa è una classica domanda da evitare: anche se detto con il sorriso, suona come “Sei enorme”.
“Ma dov’è la pancia? Io alla tua settimana ero il doppio!” oppure “Ma la tua pancia è ancora troppo piccola nella fase in cui ti trovi”. Questo è un commento che genera ansia. La mamma inizierà a chiedersi se il bambino stia crescendo bene.
“Ti è scesa la pancia, manca poco!”. Bene, ma lasciate le diagnosi ostetriche ai professionisti, grazie.
L’orrore del “Dormi ora, perché poi…”
Questa è probabilmente la frase più odiata in assoluto, ma anche la più comune. “Dormi adesso che puoi, perché dopo non chiuderai più occhio!” Ti starai chiedendo perché non dirlo. Te lo spiego subito. Una donna al terzo trimestre spesso non dorme già più a causa del bruciore di stomaco, dei calci nelle costole e delle mille visite al bagno. Inoltre, il sonno non si accumula come i punti del supermercato. È un commento che genera solo irritazione e pessimismo.
Le storie dell’orrore sul parto
C’è sempre quella conoscente (o perfetta sconosciuta al supermercato) che sente il bisogno di raccontare nei minimi dettagli il suo parto durato 72 ore con complicazioni degne di un film di serie B. Se il tuo racconto non finisce con “è stato veloce e sereno”, tienilo per te. Una donna incinta ha bisogno di ossitocina e tranquillità, non di ansia da prestazione traumatica. Certo, non raccontare la favoletta. Allo stesso tempo, è anche importante che la donna che è incinta sia consapevole di ciò a cui andrà incontro. Basta semplicemente raccontare la propria esperienza senza essere tragici o pessimisti, insomma.
“Ma è cercato?” o “Volevi il maschio/femmina?”
Domande che entrano nell’intimità più profonda e che possono essere dei veri e propri campi minati. Chiedere se un figlio sia stato pianificato è davvero inopportuno! Per quanto riguarda il sesso del bambino, se una mamma annuncia che sarà un altro maschio, rispondere con “Peccato, speravamo nella femminuccia stavolta” è un modo rapido per sminuire la gioia di quella nuova vita in arrivo.
I consigli non richiesti su cibo e vizi
“Ma puoi mangiare quello?”. Se una mamma sta mangiando un pezzo di sushi o un dolce, probabilmente ha già consultato il suo ginecologo o sa esattamente cosa sta facendo. Certo, i consigli vanno anche bene. Se siete a conoscenza di un dettaglio che potrebbe far bene alla salute della mamma e del suo feto è anche giusto parlarne, se si è in confidenza. Ma bisognerebbe comunque farlo con delicatezza.
Il consiglio finale: l’empatia prima di tutto
Il corpo di una donna incinta sta compiendo un miracolo biologico, ma la mente è spesso un turbine di ormoni, stanchezza e preoccupazioni. Se vuoi davvero bene a una futura mamma, evita i giudizi. Il complimento migliore? “Ti trovo benissimo” oppure “Questo è il miglior viaggio di sempre, con una destinazione meravigliosa”. Semplici, sicuri e sempre graditi.
