C’è Posta per Te, ogni sabato sera, raccoglie milioni di italiani di fronte alla TV, da gennaio. Il programma di Maria De Filippi è un pilastro della televisione italiana da oltre vent’anni. Ma per il pubblico spesso una domanda sorge spontanea ogni volta che si apre la busta: come vengono scelte le storie? Dietro ogni singola puntata c’è un lavoro davvero importante, che dura mesi e mesi. Non è solo questione di “leggere una lettera”, ma di un meticoloso processo di selezione, verifica e narrazione. Infatti, ‘Queen Mary si impegna molto per andare in onda con le storie giuste in questo programma ed è affiancata ormai da persone altamente qualificate. Inoltre, sono tantissime le persone che fanno parte di questa redazione e che ogni anno lavorano sodo dietro le quinte.
Il primo contatto: la valanga di lettere e messaggi
- Leggi anche: C’è Posta per Te, quanti soldi regalano gli ospiti con le sorprese
- Offerte internet casa economiche 2026 con Wi-fi veloce e trucchi per risparmiare in bolletta
Ogni anno, il programma invita persone comuni a scrivere alla redazione del programma. A scrivere devono essere coloro che hanno bisogno di aiuto per ricongiungersi con un familiare, un amico o un ex. Non solo, spesso la trasmissione viene contattata per mettere in atto delle sorprese a una persona cara. Tutto inizia così da una richiesta. Ogni anno, la redazione di Fascino PGT (la società di produzione di Maria De Filippi) riceve migliaia di segnalazioni attraverso vari canali: il sito ufficiale Witty TV, il numero di telefono dedicato e i messaggi WhatsApp e social. Si stima che per ogni storia che vediamo in onda, ce ne siano centinaia che vengono scartate. La prima scrematura viene fatta da un team di autori esperti che leggono ogni singola richiesta alla ricerca del “potenziale narrativo”.
I criteri di selezione: come fa la redazione a scegliere una storia?
Su che base poi la redazione di C’è Posta per Te sceglie una storia? Innanzitutto, è bene sapere che non tutte le storie sono adatte alla televisione. Per essere scelta, deve rispondere a determinati requisiti che garantiscano il successo del format:
L’impatto emotivo
La storia deve essere universale. Tradimenti, figli che non parlano con i genitori da anni, amori di gioventù mai dimenticati: sono temi in cui chiunque può immedesimarsi. Più il conflitto è profondo, più la storia ha possibilità di essere selezionata.
La veridicità e la documentazione
Il programma tiene moltissimo alla propria credibilità. La redazione svolge un vero lavoro d’inchiesta. Infatti, vengono chieste prove, foto e documenti. Si effettuano lunghe interviste telefoniche per capire se il racconto è coerente. Viene valutata la sincerità della persona che ha chiamato. Infatti, sappiate che chi chiama solo per apparire in TV viene solitamente smascherato subito.
La varietà della puntata
Gli autori compongono ogni puntata come un mosaico. In una serata tipo non possono mancare:
- le storie interrotte: un conflitto familiare duro o tra ex fidanzati, che ha generato una rottura;
- le due sorprese: un momento di gioia con un ospite VIP.
- l’amore ritrovato: spesso divertente o nostalgico, con persone anziane che dopo anni cercano un amore del passato.
Il ruolo cruciale di Maria De Filippi a C’è Posta per Te
Queen Mary non è solo la conduttrice, ma il cuore pulsante della fase di selezione. Infatti, Maria legge tutto. Studia le varie storie per ore e decide poi quali sfumature mettere in risalto, leggendole poi in studio come da rito. La conduttrice, inoltre, la maggior parte delle volte interviene personalmente nella fase finale della scelta. Il suo obiettivo è capire se c’è una reale possibilità di aprire quella busta. Preferisce, solitamente, storie dove il perdono è difficile ma non impossibile, agendo quasi come una mediatrice familiare e intrattenendo al massimo il pubblico di Canale 5, fino alla fine.
La fase del Postino: cosa succede davvero?
Una volta scelta la storia, entra in gioco il Postino. Molti si chiedono se sia tutto programmato, ma la realtà è che la consegna dell’invito è autentica. Il destinatario non sa chi lo ha chiamato finché non arriva in studio. La reazione alla consegna della posta è fondamentale per capire se la persona accetterà l’invito. Se il destinatario rifiuta categoricamente l’invito, la storia muore lì e non viene registrata.
La fase finale: arriva il momento di registrare le puntate
A questo punto, se il destinatario dell’invito accetta, si passa alla fase finale, ovvero quella della registrazione. Le puntate vengono così costruite, solitamente seguendo un certo schema. La prima e l’ultima storia dovrebbero parlare delle sorprese ed emozionare il pubblico, con personaggi noti come ospiti. Nella parte centrale della serata, c’è spazio per i momenti più turbolenti e più complicati, durante i quali i telespettatori si schierano e capita che le buste vengano chiuse.
