La stilista siriana Manal Ajaj ha raggiunto una tappa fondamentale nel suo percorso creativo, diventando una delle prime designer siriane a presentare una collezione completa di haute couture a Parigi. La designer ha svelato la sua nuova collezione «Donna di Luce» durante la Paris Haute Couture Week Primavera/Estate 2026.
Più che una semplice sfilata, la presentazione si è trasformata in una narrazione artistica che esplora la resilienza femminile, l’identità e la trasformazione. Ajaj ha presentato 27 abiti couture che fondono armoniosamente eleganza orientale e sicurezza contemporanea, offrendo una lettura visiva del passaggio della donna dall’ombra alla luce senza rinunciare alla delicatezza e al romanticismo.

Di cosa parla la collezione di moda Donna di luce
La collezione è stata presentata al Musée national des arts asiatiques – Guimet, una delle istituzioni culturali più prestigiose di Parigi. La scelta della location ha conferito una forte dimensione simbolica all’evento, con una scenografia che evolveva dall’oscurità alla luce, riflettendo il percorso emotivo e psicologico al centro del concept della collezione.

Parlando della sfilata, Ajaj ha descritto l’evento come un dialogo tra moda e cultura piuttosto che una tradizionale presentazione di capi. Ogni creazione è stata concepita come una storia indipendente che esprime temi di forza, bellezza e riconciliazione interiore.
La collezione «Donna di Luce» si è distinta per un equilibrio raffinato tra silhouette strutturate e linee fluide, celebrando la femminilità con un’eleganza discreta. La designer ha utilizzato tessuti estivi leggeri come crêpe, taffetà, pizzo e mousseline, arricchiti da ricami artigianali che apparivano come delicate tracce di luce sugli abiti.

La palette cromatica ha seguito una progressione simbolica, passando da tonalità ombreggiate a sfumature luminose, esprimendo visivamente la trasformazione interiore. Oro, rame e avorio perlato si sono combinati con blu floreali, viola stratificati e rosa dorati.
La presentazione si è conclusa con un abito da sposa bianco simbolico, che rappresenta non solo un nuovo inizio, ma il compimento del viaggio di una donna verso la propria luce in una delle capitali più influenti dell’haute couture mondiale.

Il debutto parigino di Manal Ajaj prosegue una carriera internazionale distintiva, profondamente radicata nella narrazione culturale. È stata riconosciuta come la più giovane stilista del Medio Oriente nel 2002 e ha attirato l’attenzione internazionale con la sfilata berlinese «Alphabet of Jasmine» nel 2015.
Oltre alle passerelle, Ajaj contribuisce anche in ambito accademico come consulente presso il Dipartimento di Fashion Design dell’American University in the Emirates e opera come esperta certificata in casi specializzati legati al design della moda.

