19 Maggio 2024
Attualità

Chi è Patrick Zaki, la storia: dove si trova oggi, cos’ha fatto

Cosa ha fatto Patrick Zaki e dove si trova oggi? Stiamo parlando dello studente copto egiziano che ha conseguito gli studi a Bologna in Italia, arrestato in Egitto il 7 febbraio 2020 e scarcerato il 9 dicembre 2021. Il giovane attivista è stato rinchiuso nel carcere di Tora, uno dei più duri al mondo. Considerato ‘colpevole’ per aver difeso i diritti umani, il giovane egiziano è stato difeso da moltissime persone, che si sono attivate per lui. Ma cosa ha fatto Zaki per essere arrestato in Egitto e cosa è successo successivamente? Vediamo tappa dopo tappa la brutta esperienza vissuta dall’attivista nel suo paese.

Perché Patrick Zaki è stato arrestato in Egitto

Il 7 febbraio 2020 Patrick Zaki è stato arrestato al rientro in Egitto, suo paese, con varie accuse: minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, diffusione di false notizie, sovversione e propaganda per il terrorismo. Quasi due anni di prigonia per l’attivista egiziano, fino alla liberazione avvenuta l’8 dicembre 2021. L’arresto di Zaki ha generato grandi mobilitazioni in favore della sua scarcerazione e contro le politiche egiziane. Non solo in Italia, ma anche in altri Paesi d’Europa tante persone hanno espresso la loro vicinanza. Questo anche perché proprio in Egitto è avvenuta l’uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore italiano.

Patrick Zani all’Università di Bologna frequentava il master di studi, quando è stato arrestato. Nel dicembre del 2021 è stata disposta, con la terza udienza del processo, la sua scarcerazione ma non l’assoluzione dalle accuse. A scarcerarlo è stato un commissariato di Mansura e il processo è oggi ancora in corso. Nel frattempo, Bologna e Roma hanno conferito al giovane attivista egiziano la cittadinanza onoraria.

Patrick Zaki: il momento dell’arresto in Egitto

Tutto è iniziato quando Zaki è tornato al Cairo per godersi una breve vacanza a casa, con la sua famiglia. Aveva intenzione di tornare a Bologna poco dopo per continuare gli studio nell’Università di Bologna. Ma ecco che l’attivista è stato arrestato in aeroporto e sottoposto anche a torture durante un interrogatorio, secondo quanto rivelano le denunce dei legali e degli attivisti. In particolare, è stato interrogato su questioni riguardanti il suo lavoro e il suo attivismo per i diritti Lgbt. L’8 febbraio 2020 c’è stata la formalizzazione dell’arresto in Egitto, precisamente quando il ricercatore è comparso a Mansoura, la sua città natale, in stato di arresto per un mandato di cattura del 2019.

Per Zaki sono stati stabiliti 15 giorni di custodia cautelare e ha preso inizio una petizione su Change.org una mobilitazione internazionale per chiedere la sua liberazione. La Fornesina ha iniziato così a monitorare questo caso. Oltre l’Italia, si è messo anche l’Europa con il presidente del Parlamento europeo David Sassoli che ha chiesto il rilascio del ragazzo. Cortei, manifestazioni, lettere e tanto altro per la sua liberazione. “Non ho mai scritto i post”, così si è difeso Zaki in aula, riferendosi ai post su Facebook di cui è stato accusato.

Patrick Zaki: la detenzione in Egitto

Il 2 marzo 2020 Patrick Zaki ha fatto sapere dal carcere di stare bene, ma ha chiesto la restituzione dei suoi libri. Tre giorni dopo, l’attivista è stato trasferito al carcere Tora al Cairo. La sua famiglia ha continuato a combattere per lui, facendo anche sapere che soffre d’asma e che a rischio a causa del Covid-19. Ma il loro appello non è stato ascoltato, tanto che sono anche state rinviate le udienze. Non solo, a causa della pandemia, sono state sospese le visite in carcere per Zaki dal 7 marzo 2020.

Il 13 luglio il Tribunale egiziano ha disposto il rinnovo della custodia cautelare per 45 giorni. Solo il 29 agosto, il giovane egiziano ha ricevuto la prima visita in carcere. L’1 febbraio 2021 è arrivato l’ennesimo rinvio di altri 45 giorni. Dopo vari rinvii, si è arrivati a settembre del 2021 con l’Amnesty International che ha parlato di un caso di accanimento giudiziario nei confronti dello studente egiziano. Il 23 agosto 2021 hanno rinnovato altri 45 giorni di custodia cautelare in carcere. Sono in seguito cadute le accuse più gravi, ma Zaki è rimasto in carcere con processi che non hanno dato il risultato sperato.

Patrick Zaki è stato scarcerato: la prossima udienza

Il 7 dicembre 2021 c’è stata la terza udienza, durante la quale è stata finalmente disposta la scarcerazione di Zaki, il quale però non è stato assolto. Il giorno dopo è stato scarcerato e ha subito abbracciato sua mamma. Le sue prime parole in italiano sono state: “Tutto bene”. Si è tornati nei cicli infiniti di rinvii di udienze. La prossima dovrebbe avvenire il 23 febbraio 2023, a meno che venga anche questa rinviata.

Ma dove si trova oggi Patrick Zaki? Attualmente l’attivista egiziano dovrebbe trovarsi in Egitto.

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