19 Maggio 2024
Attualità

Terremoto Turchia e Siria 2023 in breve: la terra si è spostata

AGGIORNAMENTO: Purtroppo il numero delle vittime sale oltre i 3.000. Si temono 15mila morti.

Alle 2 di notte, ore italiana, in Turchia e Siria c’è stato un violento terremoto il 5 febbraio 2023. In breve, una forte scossa di magnitudo 7.9 ha colpito il Paese turco causando un vero e proprio disastro. Si tratta del terremoto più disastroso degli ultimi 24 anni. Parliamo di milioni di persone che hanno avvertito la scossa in Siria, Libano e Israele. Edifici crollati e purtroppo anche migliaia di morti, questo è il bilancio. Non solo, è scattato l’allarme tsunami in Italia, tanto che è stata fermata la circolazione marittima in Calabria, Puglia e Sicilia, ripresa all’alba. A spiegare cos’è successo con questo violento terremoto in Turchia ci ha pensato il professor Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia (Ingv) parlando con Sky Tg24.

Terremoto Turchia febbraio 2023: cos’è successo

Più di mille morti e oltre 5mila feriti è il bilancio sul terremoto in Turchia e in Siria, destinato a salire. Intanto, Carlo Doglioni ha rassicurato il nostro Paese, rivelando che non ci sono rischi per l’Italia.

“Al momento la faglia si è chiusa. Si tratta di una faglia trascorrente (una frattura verticale con movimento orizzontale, ndr) con la placca araba che scivola lateralmente rispetto alla faglia euroasiatica. Teoricamente queste magnitudo in Italia non dovrebbero arrivare, non abbiamo evidenze per dire che da noi ci saranno delle scosse, anche se l’Italia è un paese sismico e all’Ingv registriamo continuamente delle scosse di terremoto”

Ma cos’è successo in Turchia? Quella che loro definiscono la placca araba “si è mossa di circa 3 metri lungo una direzione Nordest-Sudovest rispetto alla placca anatolica”. Si tratta di una struttura che si trova nell’area di confine tra la placca araba e la placca anatolica. Questo ciò che ha dichiarato al Corriere della Sera. (La faglia è l’effetto del terremoto, ovvero una superficie di debolezza della crosta, sulla quale avviene il rilascio dell’energia elettrica accumulata in precedenza. In poche parole, si tratta della frattura della crosta terrestre).

“Dalle stime che abbiamo, e che sono via via in raffinamento, sappiamo che la faglia si è attivata per almeno 150 chilometri con uno spostamento anche superiore ai tre metri. È successo tutto in alcune decine di secondi, irradiando questo terremoto di magnitudo di 7.8,-7.9, un terremoto che viene chiamato maggiore”

Un movimento importante, con l’epicentro che si è registrato nella zona centromeridionale della Turchia, vicino al Nord del confine con la Siria. In parole semplici, l’esperto ha spiegato: “È come se la Turchia si fosse mossa relativamente alla placca araba verso Sudovest”. Va sottolineato che la zona colpita dal terremoto è altamente sismica ed è anche una delle più pericolose che si trova nel Mediterraneo.

L’allerta al momento sembra essersi chiusa. Ma questo non vuol dire che non “non possa essere riproposta da eventi franosi nel mare di Levante”. I terremoti possono essere seguiti da altri fenomeni “altrettanto importanti se non più importanti”. Ciò è accaduto proprio in Turchia nel 1999, con il terremoto che distrusse il Paese.

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