13 Giugno 2024
Storia

Chi era Hammurabi, il riassunto: il regno di Babilonia e il Codice

Hammurabi, conosciuto anche come Ammurabi in Italia, era un sovrano babilonese. Precisamente stiamo parlando del sesto re della Prima dinastia di Babilonia. Viene oggi ricordato per aver unificato la bassa Mesopotamia, creando un impero potente. Oltre questo, è noto per la sua raccolta di leggi, conosciuta come il Codice di Hammurabi. Si tratta di una delle prime raccolte di leggi scritte. Ma qual fu il periodo del su impero? Non si sa esattamente, poiché la sua storia è venuta alla luce nei giorni nostri attraverso i testi paleo-babilonesi dell’epoca di re Ammi-saduqa. Attraverso le allusioni su eventi astronomici rilevati, gli astronomi hanno parlato di periodi diversi: 1848-1806 a.C., 1792-1750 a.C e 1728-1686 a.C.

La storia di Hammurabi in breve: il regno e le conquiste

Habburabi ereditò il trono di Babilonia da suo padre Sin-muballit. All’epoca la città rappresentava un regno minore che faceva parte di un sistema di città-stato che si trovavano nella pianura della Mesopotamia. Questi territori lottarono sempre tra di loro per ottenere il controllo dei terreni agricoli che risultavano più fertili. Nonostante questo, i primi anni del regno di Hammurabi furono tranquilli. Il sovrano utilizzava il suo potere per affrontare varie opere pubbliche. Ad esempio, per difendere Babilonia fu molto attento alla fortificazione delle mura. Restaurò anche dei templi e la rete di canali. Non si fermò qui. Hammurabi conquistò tutta la valle del Tigri e parte di quella dell’Eufrate.

Durante il settimo anno di regno, il sovrano conquistò anche le città Uruk e Isin. Decise, però, di non spingersi più verso il sud, cambiando direzione e dirigendosi verso nord-ovest ed est. Per 20 anni non ci furono particolari svolte, in quanto sia Babilonia che Eshnunna riuscirano a difendersi bene impedendo gli attacchi. Negli ultimi anni di regno, Hammurabi riuscì a ottenere l’appoggio delle città Larsa e Mari che poi avrebbe portato nel suo regno e conquistò così la sua rivale Eshununna. Al contrario, non riuscì a conquistare l’Assiria (alto Tigri), che restò indipendente. Babilonia non era più una città, bensì una regione chiamata il paese di Babilonia.

Riassunto Hammurabi: che tipo di re fu per Babilonia

Il regno di Hammurabi continuò a espandersi con i vari popoli della Mesopotamia, raggiungendo anche le tribù nel deserto. Divenne uso comune il babilonese come lingua scritta e parlata. Per quanto riguarda la religione, non esistevano solo gli dei per il sovrano, ma anche il dio della capitale, ovvero Marduk. Quest’ultimo è protagonista di vari miti sumeri. Iniziò così a diffondersi il culto di Marduk, il quale fu inserito dal re tra gli dei come di Ea, dio della saggezza. Marduk veniva considerato il dio delle arti magiche e curative. Un’altra decisione di Hammurabi fu quella di nominare i giudici palatici, riportando così ordine sul tema giustizia, che fino ad allora era gestito dai templi.

Diede molta importanza al settore dell’agricoltura per assicurare le tasse sui fondi agricoli allo Stato, per dare ai sudditi che appartenevano alle classi sociali più povero un modo per vivere e per contrastare la crisi nei campi. Hammurabi non volle essere venerato come una divinità e si fece proclamare il Re delle Quattro Parti del Mondo e il Sole di Babele. Negli anni sono uscite fuori diverse lettere che provano come Hammurabi era un amministratore dello stato efficiente e attento. Ci fu in effetti nel regno di Babilonia una positiva fase economica.

Cos’è il Codice di Hammurabi?

Il Codice di Hammurabi è un documento copiato su varie tavolette con varie leggi del regno. L’originale si trova al Louvre, inciso su una stele di diorite e trovata a Susa (Elam). Si trovava in questo luogo poiché era finita tra le mani del sovrano Shutruk-Nakhunte nel 1150 a.C. Ma cosa dice questo Codice del regno di Babilonia? Come gli altri creati prima di questo, era composto da tre parti. La prima era un prologo che parlava della devozione del re verso gli dei per averlo scelto per governare; la seconda era un epilogo contenente maledizioni verso chi intendeva modificare o cancellare le leggi; infine c’era il corpus con riferimenti normativi.

Tra le leggi penali presenti nel Codice di Hammurabi c’era, ad esempio, la legge del taglione, ovvero l’utilizzo di pene corporali per vendetta. Non mancavano regole riguardanti il settore civile, ad esempio con i tipi di affitti e salari. Queste non erano leggi da rispettare, bensì consigli per i cittadini e il futuro re. Dunque, nessun giudice di mezzo.

Immagine in evidenza su licenza Flickr 2.0 Generico (CC BY-NC-SA 2.0)

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