21 Aprile 2024
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Chi è l’anarchico Alfredo Cospito e cos’è il 41 bis

Con gli anarchici in piazza che sostengono Alfredo Cospito, l’attenzione ha portato molti a chiedersi cos’è davvero il 41 bis. Si tratta dell’unica persona detenuta in questa forma di detenzione per motivi politici. Gli scioperi hanno portato inevitabilmente questo argomento al centro di un dibattito politico sul carcere duro. Alfredo Cospito è un anarchico condannato al 41 bis per via di un attentato che non ha provocato morti o feriti. Nonostante questo, è considerato come strage politica. Oggi l’anarchico è in fin di vita, in quanto sta portando avanti uno sciopero della fame. Ma chi è e cosa ha fatto nel dettaglio?

Alfredo Cospito chi è: perché è stato arrestato

Le origini di questa vicenda ci trasportano nell’anno 2012, quando Cospito è stato arrestato. Periodo, questo, in cui l’Italia ha registrato un picco di licenziamenti, con quasi due milioni di persone lasciate a casa senza più un lavoro. Il 7 maggio 2012 Cospito ha aggredito Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato di Ansaldo nucleare dal 2007. L’anarchico ha colpito con un colpo di pistola il polpaccio dell’uomo. Per questo agguato, è stato condannato a dieci anni e otto mesi di carcere, precisamente nel 2013. Durante la sua permanenza in prigione, Alfredo Cospiti è stato accusato di aver posizionato due bombe artigianali a basso potenziale, nella notte tra il 2 e il 3 giugno 2006, all’interno di un cassonetto. Questo si trovava vicino alla scuola per carabinieri di Fossano (Cuneo). L’esplosione non ha causato morti o feriti.

Nonostante questo, Cospito è stato condannato ad altri 20 anni di carcere per strage comune. Inoltre, l’anarchico è stato inserito all’interno del circuito penitenziario ad alta sicurezza. Nel 2022, su richiesta del procuratore generale, la Corte di Cassazione ha deciso che deve essere giudicato con l’accusa di strage politica. Rischia, inoltre, che la pena possa trasformarsi in ergastolo ostativo. Cospito si è definito un anarchico individualista, che fa parte della Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale (Fai-Fri). Si tratta di un’organizzazione in cui si agisce in modo autonomo in diversi paesi. I giudici hanno messo sullo stesso piano l’organizzazione e una struttura gerarchica come la criminalità organizzata. A capo la Fai-Fri avrebbe avuto proprio Cospito.

Alfredo Cospito: lo sciopero della fame

Per questo, il 19 ottobre 2022 a 55 anni l’anarchico ha dato inizio a questo sciopero della fame, attivo ancora oggi. Il suo è un modo di ribellarsi al 41 bis e all’ergastolo ostativo. Inoltre, ha anche presentato un ricorso alla Corte di Cassazione. L’udienza, come rivela Ansa, è stata anticipata al 7 marzo 2023. In effetti, se dovesse continuare ancora altri mesi lo sciopero della fame, Cospito morirebbe. Questo dettaglio è stato fatto notare dalla dottoressa che segue l’uomo.

Oggi sono diverse le persone che stanno scendendo in piazza per manifestare contro il 41 bis imposto ad Alfredo Cospito. Striscioni, lunghe manifestazioni caratterizzano questo momento. Ma non solo questo. Una cellula di anarchici tedeschi ha rivendicato l’attacco all’auto con targa diplomatica appartenente al funzionario diplomatico Luigi Estero, che è in servizio all’Ambasciata d’Italia in Germania.

Cos’è il 41 bis: quanti detenuti sono nel regime duro

Il 41 bis è il carcere duro, che è stato introdotto per punire mafiosi e terroristi. Questa misura è nata dopo la strage di Capaci, durante la quale è morto Giovanni Falcone, e la strage di via d’Amelio, attentato che ha ucciso Paolo Borsellino. Questi terribili omicidi hanno portato l’idea che la detenzione ordinaria non era più abbastanza per ostacolare la criminalità organizzata di stampo mafioso. Uno degli obiettivi del carcere duro è stato, appunto, quello di mettere fine alla comunicazione tra i boss arrestati e le loro organizzazioni. Con l’art- 41 bis, comma 2 dell’ordinamento penitenziario è nato così il 41 bis. Questa misura, però, pare dovesse essere temporanea.

Oggi in Italia sono 728 le persone a cui è riservato questo sistema di detenzione, di cui 12 sono donne. In totale la popolazione in carcere sfiorerebbe le 56mila persone, secondo quanto si legge su Il Corriere della Sera. Le carceri con sezioni di 41 bis sono 12 e la più conosciuta è quella de L’Aquila, dove è stato trasferito Matteo Messina Denaro e che ospita 121 persone nel duro regime.

Come si vive nel 41 bis?

Ci sono delle caratteristiche che rendono questo regime così duro, secondo quanto riporta Ristretti.it.

  • Ci sono tre sbarramenti alle finestre delle celle: il primo con sbarre vere, il secondo con una rete fitta e il terzo con varie fasce di ferro o vetro antiscasso da dove filtra poca aria e poca luce. Per questo i detenuti di queste celle presentano un evidente abbassamento della vista.
  • I detenuti del 41 bis vanno all’aria aperta due ore al giorno, in gruppi di 6 o 7, anche in socialità in una saletta.
  • Solo un colloquio al mese concesso in un locale con il vetro divisorio fino al soffitto e con le telecamere. Il colloquio avviene mediante citofono. Con i figli minori di 12 anni è concesso stare nella sala senza vetro divisorio per dieci minuti. Infine, i colloqui possono essere videoregistrati.
  • I detenuti possono frequentare corsi scolastici e studiare da soli o con l’aiuto di un educatore.
  • Limitazione degli oggetti ricevuti dall’esterno: c’è il divieto di ricevere e inviare libri o riviste.

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