25 Aprile 2024
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The Imitation Game: il finale e la vera storia di Alan Turing

The Imitation Game è un film diretto da Morten Tyldum, del 2014, che racconta la storia di Alan Turing. Si tratta dell’adattamento cinematografico, con Benedict Cumberbatch e Keira Knightley, della sua biografia del 1913. Il film è stato candidato a otto premi Oscar e alla fine ha vinto quello della miglior sceneggiatura non originale. La trama vede appunto protagonista Alan Turing, il quale è stato un matematico e crittoanalista inglese, che durante la Seconda Guerra Mondiale si è offerta di aiutare a decifrare i messaggi segreti dei tedeschi, crittografati con la macchina Enigma.

The Imitation Game: riassunto della trama

La trama del film The Imitation Game racconta una storia vera, quella del brillante matematico inglese Alan Turing. Quest’ultimo, durante la Seconda Guerra Mondiale, aiuta a decifrare i messaggi segreti dei tedeschi. Dopo aver convinto il comandante Alastair Denniston, sebbene non sappia il tedesco, Alan non riesce a lavorare insieme agli altri matematici. Appare un uomo solitario, tanto che non va d’accordo con i suoi colleghi. Con la macchina enigma è troppo complicato leggere codificare i messaggi tedeschi. Così, quando diventa capo del gruppo, il matematico decide di cambiare sistema.

In particolare, vuole creare una macchina che sia in grado di decifrare in modo autonomo i messaggi. Per trovare chi potrebbe aiutarlo a costruire la macchina, Alan Turing fa pubblicare su un giornale un cruciverba da lui creato, che deve essere risolto in meno di dieci minuti. Tra i candidati c’è Joan Clarke, la quale passa la prova battendo persino il tempo del matematico. Dopo di che, Turing chiede un finanziamento al primo ministro Winston Churchill per costruire l’elaboratore. Ebbene il matematico riceve l’aiuto economico. Intanto, però, Denninston vuole eliminarlo e così lo accusa di essere una spia sovietica.

Il resto del gruppo è certo che il nuovo sistema ideato da Turing sia efficiente e così decidono di restare al suo fianco e ottengono un mese di proroga prima che il progetto venga sospeso. Nel frattempo, i genitori di Joan pretendono che torni a casa. Così, Alan le propone di diventare sua moglie, senza dirle però che è omosessuale.


Dove vedere The Imitation Game?

Il film va in onda in televisione nella prima serata del 27 settembre 2023 su La7. È disponibile in streaming con abbonamento su Netflix, Prime Video e NOW TV, a noleggio/acquisto su TIM Vision.


Come finisce The Imitation Game: spiegazione finale

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Videa

Verso il finale di The Imitation Game, il gruppo riesce a decifrare il primo messaggio, che annuncia un attacco a un convoglio. Il problema è che non si può sempre intervenire sugli attacchi, in quanto i tedeschi capirebbero che è stato individuato il modo per decifrare i messaggi. Diventa così necessario sacrificare degli obiettivi, cosa che tocca nel profondo Alan Turing e il suo gruppo. Ed ecco che il sistema ottiene i risultati sperati e la guerra finisce, con la vittoria. Trascorrono degli anni e le autorità hanno aperto delle indagini sull’omosessualità di Turing, considerata un reato all’epoca.

Purtroppo il matematico viene condannato per atti osceni e gli vengono proposte due strade: finire in carcere oppure effettuare la castrazione chimica. Per continuare a stare vicino alla sua macchina, Turing sceglie la seconda opzione. The Imitation Game finisce con Joan va a trovarlo e capisce che sta male psicologicamente. Stiamo parlando di un uomo che è riuscito a salvare due milioni di vite e che ha subito un triste trattamento. Il 7 giugno 1954, a 41 anni, Turing si è suicidato.

The Imitation Game, storia vera: chi era Alan Turing

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Videa

Alan Turing è nato il 23 giugno 1912 a Londra. Matematico, logico, filosofo e crittografo inglese è ritenuto uno dei più grandi protagonisti dell’informatica e della matematica del XX secolo. Utilizzando la macchina (Bomba) che ha inventato, durante la Seconda Guerra Mondiale, per decifrare i messaggi dei tedeschi è riuscito a compiere un passo importante per la creazione del computer. Infatti, è considerato “il padre della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale”, di cui aveva parlato negli anni ’30. Turing ha lavorato per il Bletchley Park, il principale centro di crittoanalisi del Regno Unito.

Alan Turing biografia: l’arresto e la morte

Sebbene abbia contribuito a salvare milioni di vite durante la Seconda Guerra Mondiale, il 31 marzo 1952, Turing è stato arrestato per omosessualità, ritenuta in quell’epoca un reato punibile. Pare che la verità sia uscita fuori quando il matematico ha denunciato per furto un amico che ospitava in casa. In questo caso, avrebbe ammesso di essere omosessuale di fronte alla polizia. Probabile che il matematico abbia ingenuamente confessato la verità in quanto in quel periodo era stato messo in discussione il reale di omosessualità. Alla fine Turing è stato condannato e costretto a scegliere tra il carcere di due anni e la castrazione chimica, attraverso l’assunzione di estrogeni.

Non volendo andare in prigione e abbandonare i suoi progetti, Alan ha preferito la seconda opzione. Il trattamento ha causato in lui una depressione. L’umiliazione subita ha portato Turing a suicidarsi il 17 giugno 1954. La domestica, Eliza Clayton, l’ha trovato morto nel suo letto. Il medico legale ha stabilito che la causa della morte era collegata all’avvelenamento da cianuro di potassio. A fianco a letto è stata trovata una mela, come al solito non terminata. Il frutto non è stato neppure analizzato per accertare che non fosse stato avvelenato. Il suo corpo è stato cremato al Woking Crematorium, nel Surrey, il 12 giugno e le sue ceneri sono state sparse sul posto, come fatto col padre.

Alan Turing: i riconoscimenti dopo la sua morte

Nel 2009 sono arrivate le scuse ufficiali da parte del governo del Regno Unito, per le torture che ha dovuto subire. Il primo ministro Gordon Brown ha così riconosciuto ufficialmente il trattamento omofobo ai danni dello scienziato. Nel 2012 la Royal Mail ha deciso di dedicare un francobollo ad Alan Turing, che non ritrae il suo volto, bensì la macchina Bomba da lui creata. In questo stesso anno diversi esponenti del mondo scientifico hanno chiesto, con una lettera aperta al Primo Ministro britannico David Cameron, di sostenere la grazia postuma. La lettera, dal titolo Pardon of Alan Turing, ha generato una campagna sul web. Infine, il 24 dicembre 2013, la regina Elisabetta II ha finalmente concesso la grazia postuma allo scienziato.

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